Trattamenti podologici a Matera

Cura delle dermopatie delle unghie

Per trattamento podologico o pedicure curativa si intende la pulizia del piede patologico e il riconoscimento, trattamento, cura delle dermopatie del piede. Quest’ultime riguardano sia la pelle che le unghie. Di seguito si elencano solo alcune dermopatie più frequenti di pertinenza podologica.



TRATTAMENTO PODOLOGICO – UNGHIE


Onicocriptosi (unghia incarnita): è una condizione patologica in cui uno sperone o frammento ungueale perfora il solco penetrando nel tessuto sottocutaneo. E’ frequente riscontrarla agli alluci soprattutto negli adolescenti.

Man mano che l’unghia cresce penetra ulteriormente nel solco dando origine ad un’infiammazione acuta dei tessuti molli circostanti che spesso si infettano. Visibile clinicamente con formazione di granuloma che sconfina sullalamina ungueale , oscurandola parzialmente accompagnato da possibile essudazione di pus dal solco ungueale. 

Il dito appare arrossato, caldo con cute tesa quindi tumefatto. Alla pressione vi è dolore lancinante e alla deambulazione si avverte sensazione di puntura.


Alcuni dei fattori predisponenti sono: il taglio scorretto dell’unghia, la pressione esercitata da una calzatura scorretta, l’iperidrosi, movimenti anomali legati ad una struttura podalica non fisiologica che il piede svolge durante la deambulazione. Quando l’onicocriptosi non è complicata da forte infezione il podologo agisce tramite rimozione conservativa della spicula ungueale, causa di dolore, attraverso l’utilizzo di strumentazioni sterili e seguente rieducazione

ungueale .



Onicocauxi-Onicogrifosi: è una condizione caratterizzata da un ispessimento anomalo dell’unghia dalla base al margine libero a cui spesso si accompagna una pigmentazione scura bruno- giallastra della lamina ungueale (onicocauxi). 

A volte oltre all’ispessimento ungueale vi è anche una deformazione della stessa detta a “corno d’ariete”(onicogrifosi).


L’unghia dell’alluce è quella più colpita ma il disturbo può apparire anche alle altre. In seguito all’ispessimento il taglio è difficoltoso e doloroso per tanto spesso trascurato. La pressione esercitata dalla lamina ungueale sul letto e ancor più dalla calzatura su di essa è causa di dolore.


Tale quadro patologico dell’unghia è causato da un danno parziale o permanente della matrice ungueale in seguito a: traumi violenti, pressione legata a calzatura incongrua facilitata spesso da dorsiflessione dell’alluce, infezioni fungine o croniche (es: psoriasi), disturbi sistemici.


Il podologo tramite l’utilizzo di frese e tronchesi sterili riduce notevolmente lo spessore dell’unghia effettuando una notevole pulizia della stessa.



Onicofosi:  condizione patologica in cui i solchi ungueali si ispessiscono diventando callosi, spesso a tal punto da creare infiammazione e tumefazione  causando dolore acuto anche in seguito ad una piccola pressione (es: lenzuolo).


Le cause possono essere legate a compressione laterale esercitata da una scarpa stretta o da un dito adiacente, taglio inesperto delle unghie, violenta esplorazione dei solchi, movimenti anomali del piede durante la deambulazione.

Il podologo tratta questa condizione tramite rimozione della callosità e successiva accurata pulizia del solco ungueale. Qualora la causa sia un dito adiacente il podologo agisce separando le dita tramite realizzazione di ortesi in silicone.



Callo Subungueale: consiste nella formazione di callosità al di sotto del corpo dell’unghia. Può prodursi in qualunque parte del letto ungueale provocando un distacco di quest ultimo dalla lamina la quale assume una colorazione grigio-giallastra.


Le cause sono legate a traumi violenti o lievi ripetuti costantemente nel tempo in seguito all’utilizzo di calzature scorrette, deformità digitali quali dorsiflessione dell’alluce, alluce valgo, dita a martello tali da favorire la pressione con 

la calzatura o quella esercitata dal dito adiacente sull’unghia interessata. 

Il podologo tratta questa condizione asportando dal margine libero una porzione di lamina ungueale sufficiente all’enucleazione del callo. Consiglia prodotti emollienti e, a seconda, della causa, realizza ortesi in silicone per eliminare la pressione.



Onicomicosi: È un’infezione fungina che può interessare tutte le componenti dell’unghia. Le onicomicosi sono causate da diversi gruppi di funghi, in particolare i dermatofiti.


L’unghia umana costituisce un ambiente straordinariamente adatto all’impianto dei dermatofiti che possono prosperare continuando a nutrirsi di cheratina. Una lamina ungueale infetta tende ad ispessirsi diventando più fragile e porosa, scollandosi spesso dal letto ungueale e assumendo una colorazione grigio-brunastra.


I fattori predisponenti possono essere sia endogeni legati quindi all’età, endocrinopatia (diabete mellito), immunopatia, affezioni vascolari periferiche oppure esogeni legati a cattiva traspirazione, accumulo di umidità e iperidrosi, camminare scalzi in ambienti pubblici, traumi ripetuti.


Per arrestare e possibilmente eliminare un’infezione fungina delle unghie è necessario un trattamento podologico di pulizia per parecchi mesi a cui associare l’applicazione di prodotti fungicidi. Fondamentale informare il paziente sulla possibilità di contagio per altre persone e fornirgli quindi le informazioni di prevenzione necessarie.



TRATTAMENTO PODOLOGICO – CUTE



Ipercheratosi: La compressione intermittente accelera il processo fisiologico di cheratinizzazione. Tale processo è definito ipercheratosi e rappresenta una normale risposta protettiva ad un insulto meccanico esterno.


Qualora questa callosità fisiologica, che svolge la funzione di protezione, diviene eccessiva entra nel patologico comportando dolore alla pressione. Tali callosità sono frequenti sulla pianta del piede, in particolar modo

nelle zone sottoposte a maggior pressione o sul dorso delle dita in seguito a contatto prolungato con la calzatura.


Anche la frizione tra le dita, spesso causa di umidità in sede interdigitale, comporta la formazione di callosità detta heloma molle, noto come occhio di pernice. Ne sono colpite maggiormente le donne, un fattore esterno aggravante è
rappresentato dall’utilizzo della calzatura a punta.


Il podologo provvede alla rimozione incruenta e conservativa della callosità in eccesso tramite attrezzature e lame sterili e da consigli utili per la risoluzione del problema. L’atto terapeutico migliore che il podologo consiglia ed effettua è lo scarico delle zone interessate tramite l’ausilio di dispositivi su misura.



Tinea Pedis o piede d’atleta: Si intende un’infezione micotica del piede che si esprime clinicamente con rossore, macerazione e desquamazione degli spazi interdigitali a cui si associa prurito e sensazione di bruciare. Questa la forma più frequente ma il quadro clinico può variare. La causa più frequente è l’umidità. Ne sono predisposti coloro che frequentano ambienti umidi come spogliatoi di piscine e palestre ma anche coloro costretti ad utilizzare per
diverse ore calzature non traspiranti (es: scarpa antinfortunistica).


Il podologo è in grado di riconoscere il problema dando sia la terapia adatta che i consigli di prevenzione utili alla guarigione, ad evitare la recidiva e il possibile contagio verso terzi.



Verruca plantare: rappresenta una delle più frequenti infezioni virali della pelle. L’agente responsabile è un membro del gruppo del papilloma virusHPV. Anche in tal caso è maggiormente predisposto colui che frequenta ambienti

umidi come gli spogliatoi di centri sportivi.


Nella maggior parte dei casi la verruca si presenta come un’area nettamente circoscritta ricoperta da un rivestimento ipercheratosico. L’unica possibilità di cura è il ricorso a tecniche aggressive che distruggono il tessuto infetto eliminando la lesione.Ci sono varie modalità di “avvelenamento” della verruca.


Il podologo è l’operatore sanitario che riconosce il problema e,a seconda del tipo di paziente, distingue la terapia conservativa adatta alla rimozione della stessa.


Bibliografia: Donald Neale, Isobel M. Adams. Comuni Affezioni del piede,
Diagnosi e trattamento. Verduci Editore